di Davide Bertoli
degli oggetti magici che racchiudono l'anima di Voldemort, Harry, Hermione e Ron si troveranno a dover affrontare un'ossessiva e continua fuga sia nella Londra dei giorni nostri che tra le inquietanti atmosfere di boschi sperduti inseguiti dai Mangiamorte, seguaci del signore oscuro. All'interno delle vicende si snoda un' antica storia, tanto parallela quanto intrecciata che riguarda tre potenti doni che la Morte diede a tre maghi…..
Sullo strale delle frasi, anzi, delle sillabe incantate di J.K. Rowling, straordinaria scrittrice britannica, ecco a voi "Harry Potter e i doni della Morte" film epilogo della saga fantasy più amata e venduta sul pianeta. Un tuffo nel magico mondo creato, di sana pianta, dalla Rowling, una boccata d'aria tra le mura severe ed ordinate dell'imponente Ministero della Magia. Il film, praticamente uno shot-for-shot del libro e dunque fedelissimo, è infatti solo la prima parte del romanzo conclusivo delle avventure del maghetto con la cicatrice sulla fronte. Nè un capolavoro d'autore nè molti concetti su cui ponderare: un film da bere, così, come viene. Andare al cinema è una sorta di sogno: durata? Un paio d'ore se va bene. Una pellicola come questa equivale ad una lampante dimostrazione di come possano essere profondi e speciali gli anfratti mentali di una persona quando si tratta di costruire, immaginare qualcosa di migliore, inesistente ed al contempo pericoloso. Una visione da "perchè no? ho già visto tutti gli altri". N.B.: è consigliabile conoscere qualcosa delle ' puntate precedenti' dato che dalle scene trapela una sorta di breve spiegazione dell'ultimo episodio su grande schermo.